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lunedì 12 dicembre 2011

PIXAR – 25 ANNI DI ANIMAZIONE, IN MOSTRA A MILANO!


Dopo quella su Audrey Hepburn oggi vogliamo consigliarvi un'altra mostra tutta dedicata al mondo del cinema, questa volta però potrete dar voce al bambino che è in voi poiché la Pixar la fa da padrona, naturalmente in compagnia delle opere vincitrici di molti premi Oscar.
A Milano, presso il PAC, Padiglione d'Arte Contemporanea, sarà possibile visitare fino al giorno di San Valentino la mostra "PIXAR – 25 anni di animazione", curata da Elyse Klaidman e in Italia da Maria Grazia Mattei. L'esposizione, dopo il lancio al MoMA di New York in occasione dei primi 20 anni e un tour internazionale che è andato dall'Australia all'Estremo Oriente, arriva per la prima volta in Europa per esporre l'arte e la creatività dei più grandi artisti dell'animazione mondiale, con un percorso aggiornato con le ultime creazioni e nuove selezioni dagli archivi.
Più di 700 opere che comprendono i più grandi prodotti Pixar, a partire da Luxo Jr., datato 1986, fino ad arrivare all'anticipazione di Brave, in uscita il prossimo anno, passando per Monster & Co., tutti i Toy Story, Ratatouille, WALL•E, Up e Cars 2.
Forse in pochi sono consapevoli di quanto sia indispensabile per il film che vediamo al cinema tutto quel lavoro che avviene durante lo sviluppo del progetto, quando i disegni e i pastelli iniziano a dare vita alla trama e all'aspetto finale. Grazie anche alla collaborazione con The Walt Disney Company Italia, tutti noi avremo quindi l'opportunità di assistere ad alcuni passaggi della fase creativa, quella da sempre nascosta, attraverso quattro sezioni: Personaggi, Storie, Mondi e Digital Convergence. Ma non è tutto, sono presenti anche due installazioni, l'Artscape e lo Zoetrope, che attraverso l'uso della tecnologia digitale ricreano l'emozione dell'animazione utilizzando ovviamente la tecnologia digitale per farci rivivere le opere esposte.
Per orari e maggiori informazioni visitate il sito internet della mostra a questo link, se invece volete soddisfare parte della vostra curiosità allora non perdetevi questa galleria e le immagine pubblicate sulla pagina Facebook.
Non appena sono apparsi a Milano dei coloratissimi poster con la scritta “Stiamo Arrivando!” avevamo già deciso di andare......e voi, cosa farete? :p




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lunedì 21 novembre 2011

AUDREY A ROMA - ESTERNO GIORNO


Come saprete ormai tutti quest'anno il celebre film Colazione Da Tiffany ha compiuto 50 anni, per questo in contemporanea con il Festival Internazionale Del Film Di Roma la capitale ha voluto celebrare Audrey Hepburn attraverso una mostra all'Ara Pacis, che evidenzia quanto fosse attaccata a Roma e ai suoi abitanti.
L'esposizione, fortemente voluta dal Club Amici Di Audrey per raccogliere fondi a favore di UNICEF, per la quale la stessa Audrey fu Ambasciatrice, continuerà fino al 4 Dicembre.
Noi ovviamente ci siamo state, purtroppo però non è stato possibile fare foto, ma ci siamo appuntate tutto sulle tantissime immagini, i video, gli abiti e gli oggetti personali che raccontano gli anni di Audrey a Roma in veste di diva del cinema, mamma e per finire Ambasciatrice UNICEF.
Percorrendo il piccolo corridoio che porta alla sale espositiva si intravedono subito dei grandi pannelli che mostrano l'attrice a spasso per la città, non appena si gira l'angolo ecco che arriva il meglio, al centro, tra le centinaia di foto, troneggiano delle teche contenenti alcuni dei meravigliosi abiti che hanno contribuito a rendere Audrey una vera icona di stile. Ma prima di arrivare a ciò preferiamo iniziare come la stessa mostra è stata costruita, in ordine cronologica, a partire dal 1955.
Tutto il perimetro della sala racconta attraverso l'uso di numerose immagini il ventennio che ha visto Roma protagonista nella vita dell'attrice, il tutto attraverso tre tematiche principali: Gli Anni '50, Al Lavoro Sul Set; Gli Anni '60, Sotto I Riflettori; Gli Anni '70, Lontano Dalle Scene.
Si inizia quindi con le foto scattate insieme al marito Mel Ferrer all'arrivo all'aeroporto di Ciampino, a Piazza Navona, a Trinità Dei Monti e in visita ai Musei Capitolini. Ma non solo, non mancano le immagini di Audrey nelle botteghe romane, mentre va a fare la spesa e, più in là, con i figli.
È interessante il pannello interamente dedicato ai 3 film che la Hepburn girò nella nostra città, Vacanze Romane di William Wyler (1953), Guerra E Pace di King Vidor (1956) e La Storia Di Una Monaca di Fred Zinnemann (1959), sul quale sono stampate immagini catturate durante le riprese e nel backstage.
Si passa poi alla vita sotto i riflettori, con le prime, le premiazioni e le serate di gala, nei quali è sempre apparsa con l'eleganza che l'ha contraddistinta in tutti questi anni, in grado di attirare l'attenzione di tutti i presenti.
Ma Audrey e Roma non sono state vicine solo per il lavoro, entrano quindi in gioco gli anni '70, durante i quali l'attrice passa a dedicarsi al ruolo di mamma, trascurando il cinema ma vivendo appieno la sua famiglia con il marito Andrea Dotti e i figli. Viene proiettato anche un video esclusivo, montato da Pier Paolo Verga e prodotto da Luchino Visconti, che mostra parte della vita privata, dal matrimonio con Andrea Dotti alle vacanze insieme.
Tutti sanno che Audrey Hepburn non è considerata solo una stella del cinema, ma anche un'icona di stile, e alla moda infatti viene dedicato grande spazio all'interno della mostra. Particolare attenzione viene data al cestino, ne aveva diversi ma quelli che più vengono ricordati sono quello creato insieme a Hubert De Givenchy e la borsa fatta a mano in Africa dell'UNICEF. Scorrendo avanti si passa poi agli occhiali scuri, che oltre a darle quel tocco di eleganza in più le sono serviti spesso per nascondersi insieme all'immancabile foulard, divenuto anch'esso un suo tratto distintivo. A questo punto non possiamo non parlare del The Little Black Dress, quell'abito corto e nero sempre poco decorato, spesso accompagnato da guanti bianchi come un'ottima alternativa ai gioielli. Quando ricordiamo Audrey Hepburn abbiamo spesso in mente lo chignon, tant'è che viene definita rara l'immagine che la ritrae con i capelli sciolti. Per finire viene portata l'attenzione sui tanti mocassini che l'attrice aveva, vengono in particolare nominati i Penny Loafers di Ferragamo, anch'essi segno di femminilità, evidenziata poi da un look più casual, con un cardigan oversize, una blusa di seta e i pantaloni di flanella, che insieme le donavano quell'eleganza più moderna.
Tutta la sala mostra l'evoluzione di stile che ha avuto durante gli anni, compreso il taglio di capelli, lei stessa diviene, insieme a Jackie O' e Twiggy, il simbolo di una generazione che cambia, alla ricerca di una nuova e libera femminilità.
Arriviamo ora alla parte che probabilmente interesserà di più molti di voi, la presenza di oggetti personali che hanno decisamente arricchito l'esposizione. È inutile descrivere i nostri occhi sognanti davanti ad un abito lungo di seta con balze plissettate color malva e una rosa bianca in vita, risalente al 1973 e firmato niente meno che da Valentino. Dello stesso stilista è il cappotto a doppiopetto di lana verde e rosso del 1970...delle vere perle vintage. Non mancano le creazioni dell'amico Givenchy, come l'abito da cocktail in seta cloqué nero, con un fiocco lungo la vita, risalente al 1960/61, il cappotto di lana a doppiopetto arancione creato per Colazione Da Tiffany e gli occhiali in tartaruga utilizzati per lo stesso film, o il copricapo rosa che fu abbinato all'abito di cachemire di Mohair. Meravigliosi sono il cappotto bianco in crêpe di lana con bottoni d'oro di Rose Bertin Lousanne, quello lungo in montone rovesciato con alamari di Rolands e l'abito di maglia a portafoglio con le maniche lavorate.
Quando si parla di donne e moda bisogna avere un occhio di riguardo alle scarpe, qui sono esposti diversi modelli di René Mancini, ci sono quelle in pelle argento con stampa pitone, le classiche decoltée nere abbinate ad un paio di guanti bianchi e un paio in vernice bicolore, bianco e nero. Ovviamente anche le borse hanno la loro importanza, tra quelle esposte spiccano quella in raso nero con le iniziali AHF di Henrì Beatrix, le pochette di diversi colori ed infine alcuni accessori Louis Vuitton.
Ma non solo abiti e accessori, uno dei pezzi forti infatti è la vespa originale utilizzata per le riprese di Vacanze Romane, al film appartiene anche il copione, sempre originale, arricchito da note e disegni.
Infine, a testimoniare quanto Audrey amasse viaggiare e portarsi dietro qualche souvenir, spesso infatti acquistava delle sete per farsi gli abiti, è in mostra una maschera tribale di legno del 1958. Molti dei viaggi avevano però uno scopo importantissimo, Audrey infatti durante gli ultimi anni della sua vita si dedicò completamente al ruolo di Ambasciatrice per l'UNICEF, ed è qui che termina la mostra, con le immagini delle numerose visite tra i bambini del Bangladesh, Vietnam, Somalia, Sudan, Etiopa ed America Latina, con l'invito ad effettuare una minima donazione all'uscita acquistando un biglietto regalo della collezione UNICEF “Regali Di Audrey”.
Come abbiamo già detto, la mostra terminerà il 4 Dicembre, quindi avete ancora qualche giorno di tempo per andare a visitarla, qui potete trovare maggiori informazioni, se invece avete bisogno di un ulteriore incentivo vi consigliamo allora di consultare la galleria fotografica pubblicata su Flickr da Musei In Comune Roma, basta cliccare qui, noi intanto ve ne mostriamo qualcuna qui sotto.
Vogliamo ora concludere citando una frase significativa che abbiamo letto durante la nostra full immersion: “Audrey non è solo una diva di Hollywood, è l’icona di un’eleganza più disciplinata e piena di passione e non sregolata e provocante: l’ospite ideale di una città come Roma, che non sembra stancarsene mai”.


AUDREY a Roma - Esterno Giorno

AUDREY a Roma - Esterno Giorno

AUDREY a Roma - Esterno Giorno

AUDREY a Roma - Esterno Giorno

AUDREY a Roma - Esterno Giorno

AUDREY a Roma - Esterno Giorno

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lunedì 14 marzo 2011

EUROPUNK: LA CULTURA VISIVA PUNK IN EUROPA, 1976-1980


Fino al 20 Marzo 2011 si terrà all'interno di Villa Medici a Roma la mostra Europunk, curata da Éric de Chassey, direttore dell'Accademia di Francia a Roma, e realizzata con la collaborazione di Fabrice Stroun, curatore indipendente associato al MAMCO di Ginevra. La mostra, dedicata alla produzione alternativa nel campo delle arti visive durante la seconda metà degli anni '70, espone i più importanti elementi del movimento Punk nel Regno Unito e in Francia, con riferimenti anche a paesi come Germania, Svizzera, Italia e Olanda. 
All'interno di Villa Medici, con un'esposizione organizzata in 8 sezioni tematiche che iniziano con una sala unicamente dedicata ai Sex Pistols, è possibile quindi vedere una raccolta di più di 550 oggetti provenienti da collezioni private e pubbliche, tra i quali poster, volantini, copertine, riviste, disegni e abiti, alcuni dei quali ormai celebri. Giusto per fare qualche esempio nella prima sala sono esposti l'Union Jack e il volto della regina con la bocca coperta dal nome “Sex Pistols” e gli occhi dal titolo “God Save the Queen”, creato da Jamie Reid, insieme alla T-Shirt Two Cowboys (1977), opera di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood. Nella sala successiva è presente una ricca produzione del collettivo francese Bazooka, mentre andando avanti si possono vedere il manifesto del concerto dei The Clash tenutosi il 5 Agosto 1977 al Rock Festival di Mont De Marsan e il poster di Unknown Pleasure, primo album in studio dei Joy Division pubblicato nel 1979. Nelle varie sale sono stati inoltre installati dei monitor che trasmettono alcuni filmati, primo tra i quali l'esibizione dei Sex Pistols nel 1976 nel programma So It Goes, mentre a chiudere è stata inserita la prima apparizione dei Joy Division sulla BBC, risalente al 1979.
I Testi scritti per il catalogo di Europunk sono stati realizzati con l'aiuto di importanti testimoni di questo movimento, quali Jon Savage, scrittore e storico, e Jerry Goossens, giornalista che ha preso parte al movimento Punk olandese e quindi grande esperto in materia.
La mostra aiuta inoltre a capire come il Punk, oggi considerato da molti artisti un punto da cui ispirarsi, fosse una contro-cultura che si riproponeva di fare tabula rasa del passato e di instaurare un profondo rinnovo culturale. L'importanza e la particolarità di questa esposizione quindi è che ripercorre le maggiori tappe dello storico movimento artistico illustrando non solo il più conosciuto lato musicale, con l'inserimento di diverse performance, ma anche e soprattutto quello visivo attraverso centinaia di immagini, che spesso ci fanno percepire come il Punk ha influenzato la società in quegli anni.
Perciò vi consigliamo di fare almeno un salto entro Domenica 20, dalle ore 10:45 alle 13:00 o dalle 14:00 alle 19:00, ad eccezione di Giovedì in cui l'apertura sarà prolungata fino alle ore 23:00, con un Dj Set alle 19:00 e il concerto dei Inbred Knucklehead alle 22:00. Il costo del biglietto intero è di 9 Euro (4,50 il ridotto) mentre per gli under 25 è di soli 3 Euro. Per chi non lo sapesse, Villa Medici si trova in Viale Trinità dei Monti 1 ed è raggiungibile con la Metro A o con i Bus 117 e 119, fermata Spagna.

Per farvi un'idea di quello che potrete vedere ecco alcune immagini che abbiamo scattato, maggiori foto sono visibili all'interno della nostra pagina Facebook.















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