venerdì 21 dicembre 2012

LES MISÉRABLES - I MISERABILI

i miserabili
Il 31 gennaio del 2013 uscirà finalmente anche nelle nostre sale un film che si prospetta fin da ora essere davvero la fine del mondo…Les Misérables, diretto da Tom Hooper, già premio Oscar per Il Discorso del Re!
Il film è tratto interamente dal musical scritto nel 1980 da Claude Michel Shönberg e Alain Boublil, che a loro volta hanno preso  ispirazione dal famoso e amato romanzo di Victor Hugo.
Come molti di voi già sapranno la trama si snoda principalmente attorno alle vicende che coinvolgono gli strati più bassi e popolari della popolazione, per l’appunto i miserabili, della Parigi dell’1800 in pieno sconvolgimento sociale e politico, in condizioni di miseria, disperazioni e redenzione.
Due sono i personaggi principali che danno maggior corpo a tutta la storia, ovvero, Fantine, che è il personaggio più drammatico e tragico che si sacrifica fino all’umiliazione per poter crescere la propria figlia, e Jean Valjean che tenta di fuggire dal suo passato che continua a perseguitarlo, percorrendo un percorso di redenzione cercando di aiutare Fantine e sua figlia Cosette.
Di per se l’opera letteraria e teatrale è già immensa e in questo film sembra proprio che il suo infinito spessore non venga affatto sottovalutato!
A dare un volto e soprattutto una voce forte e chiara, da applausi, ai personaggi principali troviamo due attori incredibilmente amati dal pubblico e dalle molteplici sfaccettature artistiche di elevato livello, Hugh Jackman e Anne Hathway che adorerete ancor più dopo questa pellicola!
Ma ad affiancare i due interpreti principali ve ne sono tanti altri che non hanno nulla da invidiare e che rendono il cast al completo un vero gioiello cinematografico, Russel Crowe, Amanda Seyfried, Sacha Baron Cohen, Eddie Redmayne e Helena Bonham Carter.
Dunque non ci resta che lasciarvi con qualche minuto di trailer, sperando insieme a voi che l’attesa non sia poi così lunga. Godetevi quello che sarà uno dei film che apriranno al meglio il nostro 2013!
Destino, sogno, amore, libertà, speranza, lotta, un passato ed un domani...schhhh mettetevi comodi, inizia lo spettacolo...



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venerdì 14 dicembre 2012

I 2 SOLITI IDIOTI

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Non manca poi molto a Natale e come accade quasi ogni anno durante questo periodo si accavallano diverse grandi uscite cinematografiche e altre che nel corso del tempo sono entrate a far parte del grande calderone dei cinepanettoni.
Uno di questi sarà proprio I 2 Soliti Idioti, che uscirà il 20 dicembre per la regia di Enrico Lando, e che si presenta già come il degno sequel del primo successo cinematografico di Biggio e Mandelli e dei loro personaggi. Ormai, tutti o quasi sentendo i Soliti Idioti, sanno già di cosa stiamo parlando e questo perché le poliedriche e discutibili personalità che Fabrizio e Francesco sono stati in grado di interpretare, nell’innovativa e intelligente serie tv su Mtv, sono diventati dei veri e propri idoli per molti, al punto da spingerli a replicare il grande successo anche sul grande schermo!
In questa pellicola ritroviamo due dei personaggi più amati e controversi di tutto il loro repertorio, Ruggero De Ceglie e suo figlio Gianluca che ignaro dei problemi del padre si sta preparando per il suo matrimonio con Fabiana. Ruggero, a causa della crisi e delle diverse difficoltà economiche con il suo impero dei wustel, cerca di sfuggire a tutti i costi dalle ispezioni della guardia di finanza e dalle tasse, ricorrendo a qualsiasi mezzo a sua disposizione. Arrivando addirittura a pensare di volersi appropriare del capitale di Fabiana e di suo padre per evitare la bancarotta.
E proprio come nel primo episodio, Ruggero coinvolge suo figlio Gianluca in una specie di viaggio che si scopre poi essere una vera e propria fuga da una gang di malavitosi russi!
Insomma da come potete bene vedere a grandi linee non mancheranno ne i colpi di scena ne tanto meno momenti divertenti e al limite delle decenza ed incontri ed incursioni di altri amati personaggi! Riusciranno a salvarsi e continuare le loro vite?
Questo non ve lo possiamo svelare di certo ma possiamo assicurare che per chi si è divertito con il primo film e con la serie tv non potrà farsi mancare questa pellicola all’appello! Oltre a strappare un grande sorriso e qualche tormentone entrato ormai nella quotidianità di tante persone, questi personaggi lasciano trasparire molti vizi e virtù italiane, facendone nell’insieme un grande specchio sociale, sul quale talvolta dovremmo anche un po’ riflettere! 
Accanto ai protagonisti, Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio appunto, ci saranno Teo Teocoli, Gian Marco Tognazzi, Miriam Giovannelli, Rosita Celentano e Silvia Cohen. Con la collaborazione speciale musicale dei Club Dogo con “Minchia Boh”!
La comicità irriverente senza mezzi toni e il linguaggio piuttosto colorito alleggeriranno le giornate pre-festive! Dunque carissimi bruchi, che aspettate che vi vengano a prendere i puffi in groppa ai mini pony per andare al cinema?? Dai cazzo!!! :D



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martedì 4 dicembre 2012

INTERVISTA AGLI ZEPHIRO!

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Vi ricordate quando tempo fa vi parlammo degli Zephiro in questo articolo? Bene! Siamo più che liete di presentarvi un interessante approfondimento su di loro e sulla loro musica con questa splendida intervista! 
Godetevela ed assaporate ogni domanda, ne vale la pena!


Come e da cosa vi è venuta l’ispirazione per il nome Zephiro?
Mi venne in mente mentre stavo guidando, la guida può ispirare parecchio soprattutto quando i percorsi sono automatici ed una parte della mente viaggia in parallelo alla tua macchina. Zephiro suonava bene e poi è il nome di un vento, del vento che annuncia la primavera, metaforicamente che porta novità. Speriamo di essere stati e di essere in futuro all’altezza del nome. Ce la mettiamo tutta. La scelta del nome della band ebbe per me lo stesso processo che c’è nella scelta di una parola di un testo… prima deve suonare bene ed in secondo luogo ma non da meno avere un bel significato.
Anche se con alcune variazioni di formazione nel corso del tempo siete insieme da dieci anni, come è cresciuto e si è evoluto il vostro rapporto? Come è cambiata rispetto agli inizi la vostra carriera?
Il 19 dicembre festeggiamo 10 anni, in quel giorno del 2002 nacque la band e per nascita io intendo il primo live, anche se il nome fu scelto prima ma questo atto lo associo più ad una fecondazione che ad una nascita. Il nostro rapporto si è evoluto eccome, anche il mio rapporto con la vita si è evoluto grazie agli attuali membri e agli ex membri, primo tra tutti l’ex-bassista Giacomo Citro con cui ho condiviso almeno 250 live e svariate esperienze di vita, prima tra tutte lo Zephiro Japan Tour 2010 che ci fece trasferire a Tokyo per 3 mesi e fare un tour di 37 date. Indimenticabile. Adesso tutto quello che mi hanno dato gli ex-membri per migliorarmi lo sto rimettendo in gioco con l’attuale cantante/bassista Claudio Desideri con cui sto dando degnissima continuità da 2 anni. Il frutto di ciò è un mini-tour a New York e il nuovo EP “Kawaita me”. Ne siamo soddisfatti e lo consideriamo l’inizio di un nuovo viaggio.
Parlando di carriera e di eventi ai quali avete partecipato, quale momento ricordate con più piacere? C’è un episodio al quale siete rimasti particolarmente legati?
Ce ne sono veramente tanti, ad esempio il vedere ragazzi giapponesi cantare in italiano durante i nostri live a Tokyo. Invece professionalmente parlando ad esempio ricordiamo la nostra apertura al concerto di Carl Palmer, il mitico batterista degli Emerson, Lake and Palmer. Ci colpì la sua umiltà ed attitudine a confrontarsi con noi, con sorrisi e consigli.
Com’è stato il lavoro che vi ha portato alla realizzazione del vostro primo disco? Quali e quante differenze ci sono state rispetto alla produzione del secondo?
Ogni album ha una lunga storia e dei travagli dietro, un album non sarebbe tale se non fosse difficile arrangiarlo, registrarlo e produrlo. Il primo nostro lavoro ufficiale del 2006 “Immagina un giorno” è il sunto di 4 anni di live e composizioni, ed è rappresentativo di quel periodo in cui eravamo più seguaci del progressive e ancora ricercatori assidui delle nostre strade. Con i vari cambi di formazione ed anche la mia evoluzione artistica, siamo approdati al secondo lavoro “Kawaita me” che è senza dubbio più vicino alla vecchia new wave ed alla rivisitazione che se ne sta facendo in questi ultimi 5 anni (vedi white lies, mew, klaxons, etc..)
A giudicare dal grande numero di live che avete all’attivo, quanto è importante per voi continuare a portare avanti il vostro progetto e la vostra musica? Cos’è che vi da la carica giusta per affrontare di volta in volta tour e nuove sfide?
Personalmente la carica me la da il continuo inseguire la composizione della canzone perfetta che ovviamente non esiste! Ma il solo cercare di tenderci verso anche lontanamente mi da la benzina per andare avanti. Ma cosa si intende per canzone perfetta? Per me è quella canzone che ti fa venire la pelle d’oca o che ti ricorda qualcosa di indimenticabile. Poi ovviamente grazie alla nostra musica abbiamo visitato paesi esteri non da turisti ma da musicisti e questo è già sufficiente per fare sempre meglio e visitarne di nuovi per aprire le nostre menti e il nostro spirito a nuove culture, nuovi modi di affrontare la vita, nuove attitudini. Sono dell’opinione che se non si viaggia sia mentalmente che/o fisicamente non si possa comunicare più di tanto.
Avete notato delle differenze o delle particolari caratteristiche nel suonare in diverse parti del mondo? Avete delle esperienze curiose, simpatiche o divertenti da raccontarci?
Vado a braccio, in Giappone a volte capitavano dei fan con magliette del Milan o della Juve, ma che centrava con noi??… a Tokyo c’era una ragazza credo di 16 anni che venne a quasi tutti i live sempre accompagnata dal padre (povero papà…ci avra odiato?) …a New York vigeva il prendo lo strumento , salgo sul palco e suono. Easy going ovunque e in ogni momento a partire dal pubblico ai gestori e alle altre band… in Francia a Montplellier nel quartiere arabo odore avvolgente di kebab, pubblico scatenato che danza su canzoni che non conosceva assolutamente (le nostre)… non dimentichiamo l’Italia con fan fidelizzati da lungo tempo che ci vogliono bene e ci seguono. Ricambiamo.
Quante soddisfazioni o delusioni vi hanno lasciato i vari tour all’estero e in Italia?
Fortunatamente delusioni non tante, il nostro approccio positivo al live a al prelive ci ha evitato potenziali polemiche che spesso avvengono di fronte alla disorganizzazione di alcuni eventi. Le soddisfazioni sono infinite e indelebili, nel nostro piccolo quello che abbiamo fatto non ce lo toglie nessuno, è dentro di noi e ci aiuterà sempre. E’ una buona base di lancio per noi stessi.
Da cosa è sorta la scelta di cantare unicamente in italiano? Ed esportando la vostra musica anche in altri Paesi come è stato l’impatto di questa vostra preferenza?
La scelta è stata obbligata visto che nessuno di noi aveva la padronanza sufficiente dell’inglese per poter scrivere dei testi con un minimo di valore artistico. Io pur parlando inglese non mi sento tuttora sufficientemente a mio agio nel comunicare le mie mille sfumature che solo l’italiano mi permette. La nostra lingua all’estero è vista come esotica, come per noi può essere il portoghese o lo spagnolo. Sicuramente desta curiosità e la barriera di non capirne il significato non sembra essere tale ma piuttosto uno stimolo alla percezione. Bellissimo.
Com’è nata l’ispirazione di esplorare nuove lingue nei testi delle vostre canzoni? E che evoluzione ha avuto questa idea? Vi ha divertito al punto da spingervi a pensare di poterlo rifare anche in futuro?
La scelta di adattare i brani dall’italiano al giapponese (ne abbiamo ben 3 che sono “Taiyo no aru basho”, “Kage” e “Kawaita me”) è stata possibile solo grazie al mio amico e artista Daisuke Ninomya  che è entrato in sintonia con la nostra musica e senza arrivare a fare traduzioni letterali che sarebbero state prive di buona metrica e melodia, ha dato una evoluzione ai nostri brani. Il risultato lo lasciamo giudicare a voi e ai numerosi nostri fan giapponesi che già da 2 mesi possono ascoltare i nuovi 2 brani nella loro lingua sul nostro myspace. Personalmente colgo l’occasione per ringraziare Daisuke perché ci ha privilegiato della sua arte. Non è poco.
-Che rapporto avete con i vostri fan e con il pubblico in generale?
Molto stretto, essendo indie ce lo possiamo permettere e non vedo perché non godere di questo scambio di opinioni, emozioni, critiche, suggerimenti e richieste.
Cosa potete dirci riguardo ai vostri prossimi progetti futuri? News?
Per ora stiamo promuovendo nei modi più disparati l’EP “Kawaita me” che ha segnato per noi uno nuovo punto di partenza. Come accennavo prima restiamo a tutti gli effetti una band indie e quindi come tale accettiamo di buon grado lo spazio che blog come il vostro ci danno per comunicare potenzialmente al mondo… Nel pratico stiamo cercando di organizzare e prepararci il nostro terzo tour in terra nipponica. Sicuramente la composizione di nuovi brani, ci sentiamo produttivi ultimamente. Grazie ai lettori per essere arrivati a leggere fino qui. A presto e buona musica.



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mercoledì 28 novembre 2012

THE ORANGES - SCUSA, MI PIACE TUO PADRE


Scusa, mi piace tuo padre è il titolo di un film che uscirà in Italia il 6 dicembre, ma contrariamente a quanto si possa pensare non è una di quelle pellicole per adolescenti scritte e prodotte da personaggi come Moccia&Co.
Bensì è una commedia drammatica e romantica diretta da Julian Farino che vedrà tornare sul grande schermo uno dei volti più amati e controversi delle serie tv, Dottor House ovvero Hugh Laurie, che riesce ad uscire dal ruolo del cinico e geniale dottore per passare ad un altro ruolo divertente e discutibile! Ad affiancare Hugh troviamo altri due giovani volti molto amati, Adam Brody, Leighton Meester, e a seguire Catherine Keener, Boyd Holbrook, Alia Shawkat, Oliver PlattAllison Janney, Tim Guinee!
La storia prende vita nel New Jersey, nel tranquillo sobborgo di Orange Drive dove vivono due famiglie i Walling, David e Paige e gli Ostroff, Terry e Cathy. Sono intimi vicini di casa da ormai moltissimi anni e la loro vita pacifica viene sconvolta quando Nina, figlia degli Ostroff, per Natale torna a casa dopo un’assenza di cinque anni. Tra Nina e Toby, figlio dei Walling c’è un certo feeling che si rivela essere però solo un intramezzo per la vera storia che nasce tra la stessa Nina e David, il padre di Toby, il capofamiglia Walling!
L’inizio della loro frequentazione e della loro stramba relazione viene accompagnato da uno sconvolgimento di entrambi gli equilibri delle famiglie, costringendo ogni componente a rivalutare se stesso, il proprio ruolo e gli effetti inaspettati ed esilaranti che questo cambiamento porta per tutti. Il film tratta dunque un tema scottante che sembra non essere poi così lontano dalla realtà odierna. La relazione sentimentale presa in considerazione vede l’unione di due generazioni molto lontane tra loro,  una cosa di certo non tanto comune ma che comunque proprio come nel film accade…
Quando si dice che l’amore non ha età…in questo caso essendo una trasgressiva commedia possiamo permetterci di assecondare il detto ed esserne d’accordo, ma nella vita reale…bhè è piuttosto difficile poterlo affermare con la stessa fermezza e simpatia. L’amore l’età ce l’ha eccome e come per tutte le cose i numeri a volte contano più del trasporto e delle sensazioni ;)
Dunque in conclusione non fatevi ingannare dal titolo perché la commedia si prospetta essere davvero spassosa ed esilarante!



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martedì 20 novembre 2012

END OF WATCH - TOLLERANZA ZERO


Tra qualche giorno, ad essere precisi il 22 novembre, arriverà anche sui nostri schermi End of Watch-Tolleranza Zero per la regia di David Ayer, un nome noto a molti legato a grandi successi come Fast &Furious e S.W.A.T.
Il film già uscito negli Usa ha riscontrato buoni consensi da parte di pubblico e critica ed è stato presentato inoltre anche a diversi concorsi come BFI London Film Festival.
La storia vede protagonisti Brian Taylor e Mike Zavala, due valorosi poliziotti in servizio a South Central Los Angeles che oltre a svolgere in maniera impeccabile il loro lavoro giurando di servire e proteggere sempre il loro Paese, affrontano ogni giorno il rischio che porta nelle loro vite il loro lavoro. Tra i due si instaura un bel legame, molto profondo e genuino che va al di là del solo rapporto lavorativo, che li porta a procedere con le loro indagini come se fossero una sola “macchina”, coscienti per altro che ogni giorno potrebbe anche essere l’ultimo. I due agenti lottano fianco a fianco contro la criminalità organizzata, riescono a mettere a disagio le bande di spacciatori e i potenti cartelli dei narcotrafficanti, diventando a loro volta bersagli!
La pellicola vede tra i protagonisti il versatile ed eclettico Jake Gyllenhaal che dimostra di essere perfettamente in grado di passare da un ruolo all’altro con una strabiliante facilità, interpretando un duro poliziotto in un film decisamente fuori dagli schemi! Ad affiancarlo troviamo Micheal Peña, Anna Kendrick, Cody Horn, America Ferrara, Natalie Martinez e Frank Grillo. Il film di per se è piuttosto atipico e proprio grazie ad un pretesto dato dal contesto narrativo vediamo il tutto raccontato attraverso una telecamera che si portano dietro i protagonisti per giustificare e spiegare la loro attività quotidiana. Sembra quindi di trovarsi davanti ad un reality fittizio documentato amatorialmente. La sensazione che si ha fin dalle primissime scene è quella di un cinema che racconta la verità e la vita e che è in grado di mostrare un’ottica diversa le azioni che compiono tutti i giorni i due protagonisti in questione. Inoltre gli attori per calarsi nel ruolo e calzare appieno i panni di chi vive quotidianamente a contatto con questo genere di cose si sono allenati duramente con il Dipartimento di Polizia di Los Angeles!
Un film dunque capace di mostrare tutti gli aspetti più duri e “infami” del mondo poliziesco, condito però anche da poche ma ottime qualità che lo completano, come l’amicizia, il coraggio, l’amore e naturalmente la forte adrenalina!


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