lunedì 11 luglio 2011

L'ISOLA DEL CINEMA 2011, UN'ESTATE DEDICATA ALLA SETTIMA ARTE


Dopo Roma Vintage oggi vogliamo continuare a parlarvi di ciò che caratterizzerà l'estate romana, questa volta con una manifestazione tutta dedicata al mondo del cinema, un evento di punta che da diversi anni intrattiene migliaia di cittadini e turisti. Fino al 4 Settembre infatti, presso l'Isola Tiberina, si terrà la XVII edizione de L'Isola Del Cinema, una rassegna cinematografica che vede protagoniste numerose pellicole, con la partecipazione di importanti ospiti appartenenti a questo affascinante mondo.
Quest'anno, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, la manifestazione è intitolata Talenti Italiani e, più degli anni passati, sarà focalizzata sulle opere del nostro paese. L'obbiettivo dell'Isola Del Cinema è quello di promuovere il cinema italiano, per fare ciò tutte le pellicole sono state inserite in quattro sezioni. Nuovo Cinema Italiano ha lo scopo di promuovere i talenti emergenti; Ciak d'Italia invece è dedicato a chi si è già affermato; la sezione I Grandi Classici del Cinema Italiano consiste in incontri e approfondimenti in cui i 150 anni festeggiati quest'anno verranno letti attraverso numerose pellicole; infine Italiani da Oscar si focalizza ovviamente sui 12 film che hanno conquistato l'ambitissimo premio.
Dato il successo dello scorso anno è stata riproposta la rassegna Festival Isola Mondo, realizzata con il supporto di ambasciate, istituti di cultura e produzioni cinematografiche estere con lo scopo di promuovere e diffondere meritevoli pellicole internazionali che non sono state distribuite nel bel paese.
Ovviamente non mancano le Lezioni di Cinema attraverso laboratori, seminari, workshop e incontri con autori, volte ad offrire ai giovani la possibilità di orientarsi tra tutte quelle professioni indispensabili per la Settima Arte.
Tante le proposte da vivere passeggiando lungo le banchine dell'Isola Tiberina a partire dal tramonto, accompagnati dalla brezza estiva e dalle note delle più belle colonne sonore dei film, in un luogo unico, che è stato definito Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.”
Per maggiori informazioni e per scoprire la programmazione, gli eventi e tutti gli ospiti che accorreranno durante l'estate sull'Isola Tiberina visitate il sito www.isoladelcinema.com

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domenica 10 luglio 2011

LIVE REPORT: ARCADE FIRE, WHITE LIES E CLOUD CONTROL @ ARENA CIVICA MILANO 05-07-2011


Ed eccoci finalmente a parlare di quello che sicuramente rientra tra i concerti dell'anno, protagonisti della serata ovviamente gli Arcade Fire, dei quali vi avevamo già parlato in occasione del corto Scenes From The Suburbs, saliti sul palco installato all'interno dell'Arena Civica di Milano in occasione della manifestazione estiva Milano Jazzin' Festival.
Si parlava di questa data ormai da tempo, attesissima sia dagli addetti ai lavori che da chi vive di musica e ne ha fatto un mestiere, ma soprattutto dai numerosi fan italiani della band canadese. Le aspettative erano alte, mentre eravamo fuori l'arena a mangiare un boccone in attesa che la fila scorresse tutti parlavano della serata certi che nelle ore successive si sarebbe presentato davanti ai nostri occhi uno spettacolo grandioso.....beh così è stato! Il tutto testimoniato dai centinaia di pareri scambiati a fine concerto a da tutto quello che si è letto sul web, non c'è stata nemmeno una persona che ci ha detto di quanto fosse delusa, tant'è che in molti hanno pensato di bissare ieri a Lucca, tutti erano d'accordo sul fatto che gli Arcade Fire sono destinati a restare nella storia, tra quei pochi che questo lavoro l'hanno fatto veramente bene. D'altronde lo si era già capito quando fu pubblicato The Funeral e ancor più con Neon Bible, fino ad arrivare allo scorso anno con l'uscita The Suburbs, album che ha conquistato addirittura il Grammy Awards come miglior album dell'anno.
Tutti questi apprezzamenti derivano dal fatto che gli Arcade Fire non sono una semplice band, su quel palco erano presenti ben otto artisti che in ogni pezzo hanno dimostrato la loro bravura suonando, alternando e armonizzando i tantissimi strumenti presenti, per questo attendevamo trepidamente il 5 Luglio, giorno del concerto. Anche se tutti meriterebbero una descrizione più approfondita, per questa volta vogliamo dedicarci solo a colei che più ci ha impressionato, Régine Chassagne, un vero e proprio fenomeno. Vederla passare dal canto al pianoforte, alla batteria, all'organo, alla fisarmonica, per non parlare della ghironda e nel frattempo divertirsi, danzare e improvvisare dei piccoli balletti con tanto di nastri colorati, che arricchivano ulteriormente lo show messo su, è stato un qualcosa difficile da dimenticare, possiede un carisma davvero unico. Dopo Martedì a nostro avviso riteniamo che Régine rientri tranquillamente tra le più importanti donne che hanno caratterizzato la storia della musica e crediamo sia difficile trovare qualcun'altra attualmente in grado di superarla, probabilmente neache Karen O (Yeah Yeah Yeahs), per la quale proviamo da tempo una profondissima stima, è in grado di competere con lei.
Ovviamente gli Arcade Fire non sono arrivati da soli, ad aprire lo show ci hanno pensato prima i Cloud Control e poi i White Lies. I primi, una indie rock band australiana all'attivo dal 2007 ma che solo lo scorso anno ha debuttato con l'album Bliss Release, avevano già aperto a diversi artisti importanti, tra i quali Vampire Weekend, The Temper Trap e Foo Fighters, con tanto di numerosi premi portati a casa, compreso l'Australian Music Prize di quest'anno. Già ascoltandoli mentre eravamo fuori in fila ci eravamo incuriosite, purtroppo siamo riuscite ad entrare quando stavano per finire quindi non possiamo dare un giudizio complessivo ma, per quello che abbiamo visto, speriamo di poter assistere presto ad un live di questi giovani australiani.
Subito dopo salgono sul palco i White Lies, anche loro attesi da molti dopo il successo del primo album To Loose My Life... pubblicato nel 2009, che ha portato la critica e il pubblico a paragonare i giovani inglesi a niente meno che i Joy Division, e l'ultimo lavoro Ritual, anticipato dal singolo Bigger Than Us. Anche loro sono stati bravi a coinvolgere i primi arrivati che erano già pronti ad offrire applausi sotto il palco e, da quanto abbiamo capito, in molti erano fan, visto che cantavano senza sosta ogni singolo brano eseguito. I White Lies non sono stati propriamente degli animali da palcoscenico, per questo criticati da diversi presenti, ma abbiamo comunque apprezzato la loro performance, soprattutto per quanto riguarda le canzoni appartenenti al vecchio album.
Che dire, è stata una serata a dir poco perfetta che non è stata rovinata nemmeno dalle migliaia di zanzare, perciò non ci resta che riguardare le foto e i video proposti di seguito...peccato solo per la macchinetta deceduta poco prima della grande arrampicata e il gran finale!















































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sabato 9 luglio 2011

INTERVISTA AD EDOARDO NATOLI!


Qualche giorno fa abbiamo intervistato telefonicamente un attore di incredibile talento, uno dei più promettenti del panorama italiano…Edoardo Natoli.
Abbiamo avuto il piacere di scambiare con lui qualche chiacchiera, ripercorrere alcune delle sue esperienze e parlare anche di progetti che lo vedono impegnato ora e nel futuro.
Nato e cresciuto a Roma, classe ’84, dimostra fin da ragazzino di avere uno spiccato interesse verso il mondo della recitazione. Proprio questa sua passione unita alla grande voglia di imparare ed emergere lo spingono fin da subito a seguire molti corsi, che lo portano ad esibirsi e “farsi le ossa” presso grandi templi della recitazione come il Teatro di Roma e Teatro Argentina. Si dimostra essere fin da subito un artista poliedrico, cimentandosi sia nell’ambito teatrale che televisivo, passando per quello cinematografico, senza contare alcune esperienze anche dietro l’obbiettivo.
Molti sicuramente lo ricordano o lo associano al ruolo avuto nella seguitissima e amata serie tv Raccontami, per la regia eccezionale di Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, dove ha vestito per ben due stagioni i panni di Andrea Ferrucci, affiancato da due grandi pilastri delle recitazione italiana, Lunetta Savino e Massino Ghini. Edoardo ci ha raccontato di quanto questa esperienza gli abbia lasciato un bellissimo ricordo e di quanto si fosse trovato bene sotto tutti i punti di vista a recitare ed affiancare persone stimate ed affermate come loro, oltre che con tutto il cast ovviamente. Ci ha confessato che il progetto nonostante li avesse visti impegnati per tantissimi mesi sul set in modo totale, tanto da vestire più i panni del personaggio che di se stesso, gli ha permesso di vivere un’avventura incredibile e di grandissimo spessore. Un’altra serie precedente a Raccontami, che gli ha dato modo di farsi conoscere più ampiamente dal grande pubblico televisivo, è stata la divertente e amatissima Un Ciclone In Famiglia. 
Nel campo cinematografico ruoli che lo hanno portato alla ribalta sono stati quello in Scusa Ma Ti Chiamo Amore di Federico Moccia e in Questo Mondo È Per Te di F. Falaschi, mentre tra i più recenti figura quello in Noi Credevamo di Mario Martone, che ha riscosso un notevole successo ricevendo considerevoli premi e consensi da parte del pubblico così come della critica. Il film infatti ha vinto 7 premi su 13 candidature ai David di Donatello 2011 e ha ricevuto il Nastro dell'anno ai Nastri d'argento 2011, sempre quest’anno gli è stato inoltre assegnato il premio Alabarda d'oro per il miglior film e la miglior sceneggiatura. A proposito di Noi Credevamo, Edoardo ci ha svelato che è stata forse la sua più bella soddisfazione, la più significativa che un attore possa incontrare sul proprio cammino, rivelandoci quindi quanto i sacrifici, la passione e la grande forza di volontà molto spesso possano portare dei risultati incredibilmente stupefacenti e di quanto a volte il valore di una scelta nel dedicarsi a progetti del genere possa essere di infinita importanza.
Tutte le differenze tra i suoi diversi lavori gli hanno portato la maggior parte delle volte solo cose belle, questo giovane attore si è ritenuto fortunato nel non aver mai avuto esperienze negative e nel credere fortemente nell’importanza del rapporto umano e nelle sue dinamiche sui diversi set.
Insieme a lui abbiamo dato uno sguardo anche al presente e a ciò che lo vedrà impegnato in futuro e, oltre alla collaborazione e partecipazione in Se Non Ci Sono Altre Domande con Paolo Virzì, lo vedremo in autunno su Raiuno in Troppo Amore, per la regia di Liliana Cavani.
Un'annata molto piena e davvero interessante quindi, ma soprattutto soddisfacente nel vedere che la sua costanza e la voglia di continuare a fare questo mestiere lo stanno portando ad ottimi livelli professionali ed umani. La strada è sempre in salita ma sembra proprio che ad Edoardo questo non faccia per niente paura, d'altronde quando c’è il talento e la grandissima passione per il lavoro che si fa, e soprattutto quando ci sono risultati eccellenti, ogni sacrificio viene ampiamente ripagato. Un ragazzo in gamba senza dubbio, un attore dotato di grandi capacità con un potenziale esplosivo!
Vi lasciamo all’intera intervista con una sua frase che ritrae appieno la personalità e l’artista che è… “Recitare è vitale, è come ossigeno per me. È l’unico mestiere che ti da la possibilità di vivere la realtà che non ti appartiene permettendoti di crescere professionalmente ma soprattutto umanamente”.



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venerdì 8 luglio 2011

REWIND: BACK IN BLACK


Ed eccoci di nuovo con la rubrica Rewind a parlare di musica, dopo aver aperto le danze con Sergeant Pepper's Lonely Heart Club Band, al primo posto della classifica dei 500 migliori album stilata dalla rivista Rolling Stone, questa volta scendiamo alla posizione numero 73 per parlare di un'altra pietra miliare della musica di sempre: Back In Black degli AC/DC.
Anche se Rolling Stone non è stata molto generosa con questo lavoro i numeri parlano chiaro, Back In Black è il secondo album che ha venduto il maggior numero di copie nella storia sfiorando i 50 milioni, 22 solo negli Stati Uniti, dietro solamente a Thriller di Michael Jackson. Per questo rimane comunque l'album più venduto nei generi Hard Rock e Heavy Metal, senza contare che detiene il primato anche per quanto riguarda i lavori pubblicati da una band.
Nonostante sia degno di nota, Back In Black ha raggiunto un successo strepitoso non solo per i brani contenuti, probabilmente ad influire ci ha pensato anche il profondo cambiamento che ha segnato. Uscito il 25 Luglio 1980, è il settimo disco rilasciato dalla band ma il primo che vede nel ruolo di cantante Brian Johnson, entrato ufficialmente a far parte della storica band australiana l'8 Aprile dello stesso anno. Ovviamente l'album è dedicato a Bon Scott, ritenuto tutt'ora insostituibile da moltissimi fan degli AC/DC, morto il 19 Febbraio dello stesso anno a soli 33 anni, poco dopo aver iniziato a lavorare allo stesso disco insieme ai fratelli Young. Il tragico avvenimento ha condizionato la creazione della copertina, priva di disegni e colori, completamente nera in segno di lutto.
Dopo tante riflessioni e incertezze, soprattutto da parte di Angus Young, alla fine la band si rimise a lavoro con una nuova formazione per dare vita a 10 brani, tutti scritti dai fratelli Malcolm e Angus Young insieme al nuovo cantante, destinato a diventare anche lui un mito, Brian Johnson. Ad aprire le danze c'è Hells Bells, seguito da Shoot To Thrill, What Do You Do For Money Honey, Givin The Dog A Bone, Let Me Put My Love Into You, Back In Black, You Shook Me All Night Long, Have A Drink On Me, Shake A Leg e per finire Rock And Roll Ain't Noise Pollution.
Da come si può intuire leggendo la tracklist, la grandiosità dell'album è giustificata dal fatto che contiene diversi titoli che tuttora caratterizzano le migliori serate in tutto il mondo, onnipresenti nelle playlist dei locali, e che in molti continuano ad ascoltare assiduamente, come Shoot To Thrill, You Shook Me All Night Long, Hells Bells e ovviamente Back In Black.
Visto il successo Back In Black è stato successivamente rimasterizzato nel 1994, nel 1997 per il Bonfire Box Set, cofanetto dedicato a Bon Scott, e nel 2003 per gli AC/DC remasters ad opera di George Marino. Nel 2000, per celebrare i 30 anni dall'uscita di Back In Black, il fan club della band ha creato una pagina internet nella quale viene riproposta tutta la storia del disco e le vicissitudini a lui legato, dalla morte di Bon Scott fino ai grandi successi mondiali ottenuti dopo la pubblicazione e i vari tour, il tutto guarnito da numerose citazioni dei singoli membri della band, per far conoscere così a tutti il processo che c'è stato dietro la produzione e per ricordare ancora oggi lo storico cantante deceduto purtroppo prematuramente. Per finire nel 2004 è uscita una versione Dualdisc con tanto di documentario, The Story Of Back In Black, un oggetto imperdibile per tutti i fan e gli intenditori!









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giovedì 7 luglio 2011

BLACK EYED PEAS: THE TIME (DIRTY BIT) LA COVER DELLA COLONNA SONORA DI DIRTY DANCING


Tutti ricorderete  senz'altro "(I've Had) The time of my life" singolo che ha esordito nel 1987 come colonna sonora del film "Dirty Dancing - Balli Proibiti" regia di Emile Ardolino. I compositori Frank Previte, John De Nicola e Donald Markovitz, hanno creato qualcosa che si adagiasse perfettamente  alle scene di quello che è stato un film che ha fatto storia, facendo battere i cuori a tempo di musica e di passi di danza.
A duettare sono proprio loro, Bill Madley e Jennifer Warnes, che con l'incanto delle loro voci si sono aggiudicati il Grammy Award. Ogni qualvolta ci capita di ascoltare questo singolo inedito, ci ricolleghiamo alle scene del film, che ci hanno strappato sorrisi, emozioni, e anche qualche lacrima  per l'amore  tormentato e passionale dei due ballerini nonchè attori del film, Johnny Castle (Patrick Swayze) "bello e dannato", e la "dolce e innocente" "Frances Baby Housman" ( Jennifer Gray). Quasi veniamo colti da un improvvisa voglia di ballare, di cantare, e suvvia diciamolo pure che abbiamo provato anche ad imitare la scena di ballo finale, immedesimandoci a pieno nei due protagonisti e provando a risumulare la fatidica presa "a volo d'angelo" :D.  Come sappiamo nel tempo, questi grandi brani, vanno a sfumare, e lasciano il posto a qualcosa di nuovo, facendo capolino di tanto in tanto alla Radio che trasmettendoli ci riporta indietro nel passato. Poi accade qualcosa, questo brano appartenente al genere Pop, torna a farsi sentire più spesso, proprio da questo inverno che ci lasciamo alle spalle, protraendosi anche in questa nostra estate calda, ma c'è qualcosa di diverso. La canzone si apre con due voci, che inizialmente al primo ascolto somigliano vagamente a quelle di Bill Madley e Jennifer Warnes, ed ecco che veniamo nuovamente catapultati a quel soave ricordo  degli anni 80' che ci regala qualche brivido, ma poi di colpo la magia finisce, e improvvisamente siamo di nuovo al ventunesimo secolo, quello attuale, caratterizzato da nuovi generi di musica come l'House, Techno, Rap, Dance. Diciamo che è un pò come staccare la spina, e la canzone continua con quella sonorità techno, che può piacere o no, ma nel frattempo avete capito di chi stiamo parlando?  Sono loro I Black Eyed Peas gli autori di questa cover "The Time (Dirty Bit)" estratto come primo singolo dall'album The Beginning e pubblicato ufficialmente il 5 novembre 2010. Dopo svariati successi, non hanno perso tempo e hanno deciso di rimodernizzare questo brano amato da milioni di persone. Il gruppo Hip Hop statunitense  che nasce nel 1995 a Los Angeles in California, ai tempi capitanato da  "apl.de.ap.", "will.i.am" e dal rapper "taboo" assieme alla corista Kim Hill viene accolto bene ma non riscuote molto successo, è proprio grazie a "Fergie" (Stacy Ann Ferguson) che sostituisce Kim Hill che la Band raggiunge il successo mancato. La stessa Fergie dichiara che l'idea per l'utilizzo della colonna sonora di "Dirty Dancing" nella loro cover è venuta in seguito alla partecipazione dell'attrice Jennifer Grey alla trasmissione Dancing with the Stars, versione americana di Ballando con le stelle. Dopo gli innumerevoli concerti, e il maestoso Tour volevano celebrare questo momento importante immortalandolo in questa canzone, catturando quella sensazione per poterla trasmettere al pubblico, i loro Fan, il loro vero grande sostegno. Dopo la pubblicazione il brano si è piazzato immeditamente ai primi posti delle classifica digitale Americana, e anche in Italia ha riscosso un buon successo. Tra tutti quelli che amano le cover, e apprezzano l'idea di utilizzo di alcuni brani inediti per una canzone propria, c'è chi la pensa in maniera differente. Utilizzare dei brani che hanno fatto storia, che hanno esordito e rimodernizzarli, non sempre viene visto di buon occhio,  come in tutte le cose bisogna sempre vedere il risvolto della medaglia. Riutilizzare un brano a volte può apparire come sintomo di mancata orginalità propria, di copiatura, è quasi come approfittare del lavoro degli altri per riscuoterne facilmente successo, aggiungendo qualche ingrediente in più. A volte si rischia soltanto di rovinare un capolavoro. E voi cosa ne pensate? Vi piace la rimodernazione del singolo "The Time (Dirty Bit)" dei Black Eyed Peas, oppure preferite il classica e unica versione della colonna sonora del Film? A voi i commenti :D 





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